Archive for the 'Orticola' Category
Corbezzoli, belli da vedere e buoni da mangiare
 L’arbutus unedo è conosciuto con i nomi di corbezzolo, albatros e ciliegia marina.
Questi arbusti sempreverdi, possono arrivare fino ad un’altezza di 7 metri:Â sono piante abbastanza rustiche, caratteristiche della macchia mediterranea, con un fogliame coriaceo che d’inverno tende al rosso.
Il corbezzolo ha una caratteristica particolare, in quanto presenta in contemporanea sia i fiori bianchi a campanula, che i frutti: quest’ultimi, tondi, rossi e saporiti, spesso si usano per preparare la marmellata.
La pianta di albatros, sta bene isolata, in gruppi o in siepi miste.
MARMELLATA:
Il leggendario “Sesto Cajo Baccelli”
Con la fine dell’anno in corso e l’inizio di quello nuovo è tutto un pullulare di oroscopi, guide, agende, ecc…Fra tutte queste pubblicazioni, ce n’è una che merita un pò di attenzione: il vero Sesto Cajo Baccelli, la guida dell’agricoltore.
Un lunario toscano, che dispensa consigli sulle varie fasi dell’orticoltura, del giardinaggio, del vigneto e del ciclo di vita degli animali,  durante l’arco dell’anno: se a gennaio in cantina si controllano le colmature, a febbraio si seminano le fioriture estive in serra, a marzo si terminano le potature dei frutti e degli olivi, e così via..
Così sappiate che in campagna chi vuole un buon agliaio lo ponga a gennaio, a San Valentino fiorisce lo spino, a marzo una rondine non fa primavera, terzo aprilante quaranta giorni durante (nelle Marche dicono quarto aprilante), a maggio fava e mela con l’acqua allega, di maggio ciliegie per assaggio, di giugno ciliegie a pugno, a luglio se il grappolo è serrato, il vino è assicurato, per l’assunta l’oliva è unta, di settembre l’uva matura e il fico pende, per San Simone il galletto si fa cappone, per Santa Caterina o neve o brina, infine Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi….
 Una curiosità , ma in altre regioni d’Italia esiste qualcosa di simile? C’è un lunario siculo o uno veneto? Attendo risposte…e  ricordate che una ciotola di aceto…tiene lontane le mosche!!!!!!!!!
No commentsOlivo pianta principe di Toscana
L’olivo insieme al cipresso è una delle piante simbolo della Toscana, modellato dalle avversità del tempo, ha tutte le caratteristiche per essere un elemento decorativo in uno spazio verde, o se impiegato in gruppo, per formare una bella oliveta intorno a casa.
Sono alberi sempreverdi, molto longevi e possono raggiungere un altezza di otto metri. Gli arbusti, producono fiori bianchi piccolissimi, che appaiono in primavera, lasciando il posto ai frutti. I frutti si dividono in due categorie: olive da tavola e olive da olio. In ambedue i csi, i frutti sono ovali e possono essere di colore verdastro, violaceo o rossastro.
Fra le specie da olio troviamo: il “Frantoio” detto anche coreggiolo, con frutti grossi e buona resa di olio, il “Leccino” o leccio, molto resistente al freddo, con frutti violacei e carnosi, resiste bene all’occhio di pavone, perciò si può piantare anche in pianura o in bassa collina. Il “Moraiolo”, è molto diffuso in Toscana, i frutti sono neri e non molto grossi e producono molto olio. Il “Pendolino” è chiamato così perchè i suoi rami sono penduli, serve come impollinatore.
Inoltre, ci sono  il “Cipressino”, in Lucchesia è molto coltivato il “Maurino”, la Puglia predilige la varietà ”Coratina” o “Racioppa di Corato”, e la “Taggiasca” è la regina della Liguria.
Se avete un ettaro di terreno, calcolate che all’incirca ci vanno circa 350 piante di olivo, poste in fila a 5 metri l’una dall’altra, con una percentuale di un 10% di pendolini, un 30% di leccini, un 30% di moraioli e un 30% di frantoio.
L’olivo normalmente si pota a fine inverno, e alla fine dell’estate si va a rimuovere i cosidetti “polloni” dalla base e dall’interno del fusto.
Fra le olive da mangiare, le cosidette “da mensa” troviamo: la “Uovo di Piccione”, pregiatissima con frutti rosso-nerastri, la “Grossa di Spagna”, con polpa compatta, la “Sant’Agostino” tipica della Puglia, e l’ “Ascolana Tenera”,con olive grossee un pò delicate.
La raccolta stà cambiando negli anni, prima le olive erano simbolo di freddo, vento e piedi ghiacci, mentre ora con il cambiare delle stagioni, è una bellezza stare sotto il sole e con temperature miti, sembra quasi una seconda vendemmia. Per teli si usavano i cosidetti “paracaduti” o i teli a rete, uno a pianta, mentre ora si usano lunghi teli che sono in grado di coprire più piante contemporaneamente. Prima c’era la mano dell’uomo, sostituita poi da rastrellini di plastica, fino ad arrivare a mezzi meccanici come l’abbacchiatore, il pettine elettrico e l’agevolatore per le olive.
Io ho una passione viscerale per olio e olive, mi ricordo di un mercato in Provenza che le prpoponeva in una moltitudine di varietà e sapori. Buona la bruschetta e la pasta con l’olio nuovo, le olive all’ascolana ripiene di carne e quelle ripiene di pesce, oppure le olive in salamoia o quelle nere passate al forno, condite con le bucce di arancia. Altri modi su come usare questi frutti?
9 commentsLa terra dei kaki, dei pomi e dei diosperi
Questo frutto divino, si avvale di diversi nomi sulla TERRA: cachi, kaki, diospero, pomo e loto.
Si coltivano in tutta la penisola, questi alberi dalle foglie decidue, possono arrivare ad un altezza di sette metri. Le piante hanno foglie verdi intense, che in autunno prendono varie sfumature rossastre, aranciate e porpora. Sono molto resistenti al freddo,vanno piantati in pieno sole e in terreni ben drenati.
Durante l’estate producono dei fiori piccolissimi, che si trasformano in dei grossi frutti commestibili, dolci e succosi , che maturano in ottobre e novembre, e in alcuni casi arrivano a Natale (un idea per farci l’albero natalizio, basta aggiungerci le lucine, le palline rosse ci sono di già !!).
Fra le varietà : il kaki comune, produce frutti medi e matura a metà ottobre, l’”Han Fuyu” con frutti grandi maturi dai primi di ottobre, il “Licopersicum” con frutti grandi e il “Vaniglia” che è uno degli ultimi a maturare. Il “Diospyros Virginiana” invece non produce fruti commestibili, ma viene usato come albero ornamentale. Mentre la varietà “Mercatelli”, ha i fiori di entrambi i sessi e serve soprattutto all’impollinazione.
Per farlo maturare meglio si mette il frutto insieme alle mele o alle pere. Buonissimi sono i frutti mangiati al naturle, gratinati in forno con gli amaretti, facendo una mousse con cioccolato bianco e amaretto oppure prepararando una salsa (per accompagnare la panna cotta, il gelato oppure una macedonia di frutta), frullando 2 kaki con 2 cucchiai di zucchero, 1 cucchiaio di rum e un cucchiaio di succo di limone. E voi come li usate?
4 commentsFiore di melograno
Fiore di Melograno, così si intitola una CANZONE  di Mia Martini, e proprio di questo frutto in pienissima stagione vi voglio parlare…
Il melograno o punica , è una pianta a foglia decidua, e si può trovare sottoforma di cespuglio o di alberello.
Le sue dimensioni variano da un altezza minima di 30/50 cm nella specie “nana” fino ai 5/6 metri del “punica granatum”, il melograno comune. In queste due specie, i fiori rossi a forma di imbuto, compaiono all’inizio dell’estate e rimangono sulla pianta per lungo tempo.
Di norma le “melagrane” o “melograne” che mangiamo provengono dalla varietà “granatum”. Le altre come: la gialla “flore luteo”, la giallo-rossa “legrellei” o la rossa “rubra plena”, sono apprezzate per la bellezza dei fiori doppi.
Il melograno, è molto resistente al freddo, e per far si che i frutti giungano a piena maturazione, necessità di estati lunghe e calde.
 Piantatelo in pieno sole, si usa da solo, in siepi miste, a gruppi, e in bordure nel caso della varietà nana.
Con le melo(a)grane inoltre, si possono fare deliziose ricette: come l’insalata invernale con il cavolfiore crudo, le coste di sedano e le olive nere, l’anatra ripiena oppure il rotolo di tacchino farcito al succo di melagrana, o la lonza di maiale nel tegame, e  come dolce sfizioso niente di meglio di piccole meringhe, guarnite con panna montata e sciroppo di melagrana. E voi avete qualche ricetta particolare? Qual’ è il vostro cavallo di battaglia?
P.s: per ottenere il succo usate lo spremiagrumi, oppure dopo aver tolto la buccia, lo sciacciapatate o la centrifuga.
2 commentsDeliziarsi in cucina con le erbe aromatiche
La cucina italiana è una delle più buone, complesse e fantasiose del mondo, riesce a tirare fuori il meglio di se anche da ogni piccola foglia…, vi metto quì sotto le erbe aromatiche più usate in cucina, ma anche qualcuna più insolita, che non serve solo a far bella mostra in un vaso o nell’angolo dell’orto-giardino.
Usare gli aromi per insaporire i cibi è creare, lasciarsi andare con la fantasia semplicemente sentendo il profumo, e infine gustare il risultato.
Il basilico si trova a foglia grande, rosso, con piccole foglie per fare il pesto ligure, in più si può utilizzare per insaporire salse, pesci e minestre.
Dell’erba cipollina si usano le foglie fresche tritandole nell’insalata, aromatizzano il burro e le minestre; quando gli steli ingialliscono e tendono a seccare, si taglia la pianta quasi a terra, così da permettere la crescita dei nuovi fili.
La menta esiste in tante varietà : fra le più usate quella piperita, utilizzata per infusi, liquori e sciroppi, la mentuccia o menta pulegium, che predilige luoghi umidi e serve per aromatizzare le vivande, con la menta strisciante a foglie piccole e ricadenti ci viene buono il tè e la menta acquatica ha un odore molto forte. Ricordatevi che la menta è una pianta molto infestante, quindi vi consiglio di metterla in vaso, e dopo che ha fiorito recidetela alla base come si fà con l’erba cipollina, tornerà bella e vigorosa.
Anche la maggiorana, dopo che ha fiorito si taglia alla base, per permettere una nuova gestazione. Le foglie e i fiori, si utilizzano per aromatizzare le frittate, la selvaggina e nella preparazione di miscugli.
L’origano è l’ingrediente basilare per la pizza,e si sposa bene anche con l’insalata di pomodori.
Nella cucina toscana salvia e rosmarino, sono le erbe preferite dalle massaie,praticamente aromatizzano sia carne che pesce. La salvia a foglia larga è gustosa fritta e con il rosmarino, potrete insaporire l’olio.
Il timo esiste in infinite varietà ed è bellissimo da vedere, se potete fate un aiuola mista, dove metterete il timo serpillo, quello vulgaris, il vulgaris aureus con le foglie dorate, e quello aromatizzato al limone. Si usa per insaporire carne e pesce e dopo la fioritura si pota,dandogli una bella forma sferica.
Con i semi del finocchio selvatico, potrete sbizzarrirvi nel preparare le bistecchine di maiale nel tegame, aromatizzando olive e castagne, ed è l’ingrediente che dà il nome alla finocchiona, un classico salume toscano.
2 commentsL’orto di Julia
Chi l’ha detto che doveva arrivare Michelle Obama o la Regina Elisabetta per far diventare l’orto una moda?
Nel cuore del Chianti, da diversi anni l’”interior design” Julia Scartozzoni, tutte le estati da vita al suo orto-giardino.
Una miriade di profumi, di fiori, erbe aromatiche e ortaggi che legano fra di loro, dando armonia e senso di benessere.
E’ sempre un piacere curare il giardino di Julia, anche se non è grandissimo, raccoglie quasi tutte le piante più colorate e odorose che madre natura ha messo al mondo.
Fra le rose spuntano pomodori e prezzemolo, accanto ai vasi di basilico, ne troviamo altri con varie qualità di peperoncino, ma il fiore all’occhiello è la grande conca con gerani e pomodori, bella, buona e utile contro le zanzare.
E che dire dei vasi delle erbe aromatiche? Nei portavasi in ferro battuto sono ordinate maggiorana, timi, erba pepe, dragoncello, svariate qualità di menta ecc….
E agosto è il mese migliore per preparare la passata di pomodoro, e tagliare ed essiccare le erbe aromatiche che serviranno per l’inverno, intente a insaporire salse, sughi e gustosi manicaretti……
No commentsUna ciliegia tira l’altra…….
La ciliegia è uno dei miei frutti preferiti….è buonissima sia al naturale che nel gelato, e nelle torte.
La pianta di ciliegio si riconosce per due motivi: il primo è che questi frutti possono crescere fino a 20 metri ed è uno dei pochi frutti che di solito non viene potato. Il secondo riguarda il tronco, infatti se guardiamo bene notiamo delle strisce orizzontali rossastre, quindi è impossibile sbagliarsi.Â
Si coltivano dalle Alpi alla Sicilia, sono resistenti al freddo, vogliono sole e terreni senza ristagni d’acqua.
Il ciliegio per fruttificare correttamente, necessita nelle vicinanze di varietà impollinatrici come la Napoleon e la Burlat.
Fra le varietà ricordo la “Bigarreau”, divisa fra: Burlat, Moreau e Napoleon. Le prime due maturano nella seconda metà di maggio, mentre la gialla Napoleon è pronta per l’inizio di luglio.
Poi c’è la Durona, con frutti grandi polposi e scuri (che maturano la prima metà di giugno) divisa fra rossa, nera, di Cesena e di Vignola.
 Per restare in regione la migliore è a Grossa di Pistoia con frutti grandi, di color rosso intenso che maturano verso i primi di giugno.
Infine le varietà tenerine, come la Mora di Vignola, di Cazzano o di Cesena si prestano bene per le marmellate.
3 commentsAprile Carciofaio
Aprile carciofaio dice un vecchio detto popolare, la produzione di questo squisito ortaggio è giunta al culmine, perciò approfittatene per gustarveli in pinzimonio o cucinati nel modo che più vi piace.
E con l’arrivo della primavera si iniziano i lavori nell’orto. Si cominciano a trapiantare i pomodori, le insalate, le melanzane, le zucchine e i cetrioli.
In piena terra si seminano i fagioli, le bietole, i radicchi e la rucola.
Questo è quello che metto io nell’orto e voi? Quante varietà di pomodori piantate? Le zucchine sono lunghe tipo Milano oppure tonde per farle ripiene? Preferite le melanzane innestate o quelle normali che concimerete da soli?
Per far arrampicare i cetrioli usate le vecchie frasche oppure fate il telaio con le canne e la rete apposita?
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